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Vito Ozzola

Il quartiere pullula di strade senza verde, aride come chi le abita, frequentate dagli umani e dalle macchine, dove non è ben chiaro chi siano gli uni e chi le altre.

Più che giallo color can che scappa

 

Biografia

Siamo di fronte a un personaggio sconcertante, dalla duplice personalità, come il Dottor Jeckyll e Mister Hyde. Ama la musica e la matematica.

Agli albori degli anni sessanta si iscrive all’Università di Milano a Matematica, l’unico corso di laurea che, all’epoca, tratta di Informatica. La sua tesi di laurea, concernente l’armonizzazione di una melodia per mezzo del calcolatore, combina matematica, informatica e musica. È la prima tesi in Italia sulla Computer Music.

Nel periodo universitario, per necessità, si dedica a parecchie attività: grigio burocrate alla Remington Rand, comparsa al Teatro alla Scala, insegnante di Matematica presso le Scuole Medie di Cernusco sul Naviglio e Parabiago.

Dopo la tesi approda all’ENI di San Donato Milanese, dove svolge un'attività di ricerca consistente nello studio di modelli matematici di processi decisionali e finalizzata alla realizzazione di algoritmi per la loro ottimizzazione. Porta avanti questo filone anche sul versante accademico, come professore a contratto di Ricerca Operativa e Gestione Aziendale presso l’Università di Milano.

La rigida disciplina intellettuale a cui l’attività scientifica lo costringe non mortifica la sua sensibilità musicale. Parallelamente all’attività in ENI, prosegue le ricerche di Computer Music nell’ambito del Dipartimento di Matematica dell’Università di Milano e del Gruppo Nazionale per l’Informatica Matematica del CNR.

Ha all’attivo una quarantina di pubblicazioni scientifiche.
È autore dei saggi: Musica con il Commodore 64 (Mondadori, 1984), Il musicista elettronico (Mondadori, 1985), Decisioni Intriganti e Finanza (Experta, 2004), Divertimento su Temi di Ricerca Operativa (Alinea, 2007), NUMERO + SUONO = MUSICA (Delos Digital, 2017).

A riprova della sua versatilità, sforna due romanzi umoristici: La valigia di Avogadro (Il Filo, 2010) e Più che giallo color can che scappa (Eumeswil, 2012).

Di Vito Ozzola si sono perse le tracce. C’è chi sostiene che sia penetrato nella realtà descritta dai suoi libri.